Gli antichi mestieri - l'iconografia delle vele delle vecchie imbarcazioni del medio adriatico

| di Vito Giovannelli
| Categoria: Tradizioni
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Intorno al 1928 si videro lungo le coste abruzzesi i primi pescherecci a motore. A Pescara il primo peschereccio a motore fu l'"Audace" della famiglia Spina (La Bella Pescara, Chiarieri 2014).

Dopo il secondo conflitto mondiale (leggi l'approfondimento sui bombardamenti del 1943) ci fu una grande espansione dei pescherecci motorizzati. Con la propulsione meccanica scomparvero le paranze e le lancette sospinte dall’energia eolica.

Le lancette, più piccole e veloci delle paranze, venivano usate per portare più rapidamente il pescato a riva. Ritornando in alto mare le stesse rifornivano i pescatori di vettovaglie, in quanto le paranze potevano rimanere a pesca anche per 18 giorni (Toschi, Venezia 1946).

Sulle vele gli armatori facevano inserire immagini dai contorni vistosi, le iniziali dei loro nomi e cognomi (PN) o la loro data di nascita, come documenta una paranza che veleggiava nel porto canale di Pescara con la sigla 1.19.

Questi accorgimenti figurativi consentivano agli armatori di individuare, anche a considerevole distanza, le proprie imbarcazioni.

I marinai meno abili nelle arti figurative ricorrevano all’innesto di elementi geometrici. Le simbologie riprodotte potevano essere desunte dai codici di comunicazione marittima tra i quali si indicano fasce lineari, fasce ondulate, dischi, onde marine, occhi di dado ma, anche, decori geometrici inventati di sana pianta.

La prassi delle vele decorate ha origini antiche. Da tempi lontanissimi trae origine anche la loro struttura. Dalle vele quadre, adottate dai Fenici, dai Greci e dagli Etruschi, si passa alle vele triangolari, di derivazione latina. La morfologia triangolare, infatti, è quella in gran parte impiegata per la struttura delle vele dell’Adriatico.

Da alcuni decenni i marinai dell’Adriatico hanno sostituito la vela latina con la vela al terzo, in gergo marinaresco definita vela da trabaccolo. Entrambe appartengono alla categoria delle vele da taglio, tipologie che consentivano anche la navigazione contro vento. Con la scomparsa delle paranze e delle lancette scomparvero dalle vele le figure e i simboli di secolare tradizione nonché soggetti astratti di nuova concezione.

Vito Giovannelli

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