Pescara, approvato dal Consiglio comunale il Daspo urbano"

Il gruppo della Lega: "Il provvedimento diventa ora parte integrante del Regolamento della Polizia locale"

| di Ufficio Stampa Lega Pescara
| Categoria: Politica
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Il Palazzo di Città

“Il Daspo urbano è realtà anche a Pescara. Con l’approvazione odierna della delibera in Consiglio comunale, passata in aula grazie ai 19 voti favorevoli della maggioranza, d’ora in avanti i soggetti che commettono reati contro il patrimonio pubblico o il pubblico decoro in piazze, giardini, parchi, scuole e luoghi di culto su tutto il territorio cittadino, da piazza Santa Caterina alla strada parco, dal parcheggio delle aree di risulta sino alla scultura della Nave di Cascella potranno essere allontanati dal territorio. Il provvedimento diventa ora parte integrante del Regolamento della Polizia locale. Non si tratta semplicemente di una misura contro il degrado o la marginalità, ma piuttosto di un’azione amministrativa di garanzia e tutela dei cittadini contro la microcriminalità e fenomeni di rischio, che, allo stesso tempo, ci permetterà di individuare quelle sacche di disagio sociale che hanno bisogno di altri tipi di interventi di supporto.”

Lo ha detto il Gruppo della Lega del Comune di Pescara commentando l’esito del voto odierno in Consiglio.

“Tante volte negli ultimi anni abbiamo chiesto a gran voce l’applicazione di misure restrittive e di rigore contro quei soggetti che spesso rendono invivibili spazi pubblici come i nostri parchi o giardini, perché dediti all’alcol o ad altre forme di degrado molesto – ha ricordato il Presidente della Commissione Sicurezza Armando Foschi intervenendo in aula – e spesso abbiamo invocato l’utilizzo estensivo dell’arma del Daspo urbano, ovvero l’allontanamento da determinati siti di soggetti che si siano macchiati di reati contro il patrimonio pubblico, al pari di quanto avviene allo stadio per chi commette reati durante lo svolgimento degli incontri di calcio. Per poter accedere a tale misura estensiva era però necessario apportare una modifica al Regolamento di attuazione della legge del 2017. A lavorare sulla modifica è stato il comandante della Polizia municipale Danilo Palestini che nella relazione alla delibera ha ricordato come il tema della sicurezza rappresenti da tempo uno degli argomenti maggiormente attenzionato e dibattuto dalle forze politiche, poiché costituisce una delle principali richieste provenienti dalla comunità cittadina, ancor più oggi che l'emergenza epidemiologica che stiamo attraversando ha inevitabilmente causato un incisivo mutamento avente ripercussioni di carattere sociale, economico ma anche emotivo, avendo affievolito, se non addirittura disancorato, le certezze dei cittadini. Per tale motivo è ancor più evidente la necessità di prevenire e contrastare tutti quei fenomeni che rischiano di ledere la pubblica sicurezza. Il primo strumento è senza dubbio l'introduzione di nuovi ed incisivi strumenti finalizzati alla tutela del decoro e dell'uso di alcuni luoghi urbani, con l'intento di prevenire quelle condotte che ne impediscono l'accessibilità e la fruizione e si tratta di un potere preventivo e repressivo, attribuito al Comune in qualità di Pubblica Amministrazione più vicina al cittadino e, dunque, in attuazione del principio di prossimità previsto dal nostro ordinamento costituzionale: è il Comune l'Ente locale che in primis recepisce le richieste dei cittadini e che, in qualità di Ente più vicino alla comunità, meglio conosce le sue dinamiche e meglio riesce ad organizzarle, rispondendo e soddisfacendo le esigenze rappresentate. Con la legge del 2017 è stata allora introdotta una fattispecie di illecito amministrativo volta a sanzionare la violazione dei divieti di stazionamento o di occupazione abusiva e senza titolo delle aree cittadine. In caso di accertamento, la violazione dei suddetti divieti determina sia una sanzione amministrativa pecuniaria, sia un ordine di allontanamento dal luogo in cui è stato commesso il fatto, avente un'efficacia di quarantotto ore, ovvero il cosiddetto Daspo urbano. L'ordine di allontanamento – hanno spiegato il Capogruppo Vincenzo D’Incecco e l’assessore Adelchi Sulpizio - viene adottato altresì nei confronti di coloro che, nelle medesime aree, abbiano commesso gli illeciti, amministrativi o penali, di ubriachezza, atti contrari alla pubblica decenza, esercizio abusivo del commercio o del parcheggio abusivo. Oggi andiamo a introdurre la modifica al comma 3 della normativa che prevede la possibilità di individuare nel regolamento di Polizia Urbana altre aree urbane su cui insistono presidi sanitari, scuole, plessi scolastici e siti universitari, musei, aree e parchi archeologici, complessi monumentali o altri istituti e luoghi della cultura o comunque interessati da consistenti flussi turistici, aree destinate allo svolgimento di fiere, mercati e pubblici spettacoli, ovvero adibite a verde pubblico, alle quali sarà possibile estendere il Daspo urbano.  In tal modo andremo a intervenire e prevenire tutte quelle forme di degrado che rischiano di passare inosservate ma che favoriscono una generale percezione di insicurezza, fenomeni che, pur nel rispetto della solidarietà sociale, comunque creano una condizione di disagio collettivo e oggettivo. L'occupazione di spazi pubblici a fini di bivacco, quali occupazioni di giardini pubblici, spiagge, scuole, distretti ospedalieri, aree di parcheggio, pubbliche panchine, con sacchi a pelo, coperte, tende od oggetti di fortuna, costituisce infatti un'indebita fruizione di luoghi diversamente destinati all'utilizzo dell'intera collettività. Tali condotte risultano anche contrarie al decoro urbano, estrinsecandosi con comportamenti quali sistematico abbandono a terra di rifiuti di qualsiasi specie, causando, al contempo, una situazione di degrado e sporcizia, potenzialmente pregiudizievoli per l'igiene pubblica, con la continua ricezione, da parte degli stessi uffici comunali, delle reiterate segnalazioni verbali e telefoniche circa la presenza di persone che dormono e bivaccano all'interno dei giardini pubblici, nelle aiuole, sulle panchine, che rovinano, lordano il suolo pubblico, e danneggiano, talvolta anche non volontariamente, le strutture pubbliche, ponendo in essere condotte moleste nei confronti delle persone, causando disagio sociale con conseguenti pericoli per la sicurezza urbana. Con la modifica al Regolamento di Polizia Urbana oggi approvata abbiamo elencato tutte le aree della città in cui sarà possibile applicare la misura del Daspo Urbano, ovvero 105 Istituti scolastici, tra primarie, medie, e istituti superiori, scuole pubbliche e private; tutta l’area dell’Università; 6 chiese individuate tra quelle che registrano un maggior flusso di fedeli, ovvero la chiesa della Madonna dei Sette Dolori, la Cattedrale San Cetteo, la chiesa del Sacro Cuore, lo Spirito Santo, Sant’Andrea e il Santuario del Sacramentissimo Cuore di Gesù, dove d’ora in avanti non sarà possibile accamparsi né compiere azioni contrarie al pubblico decoro. Ancora sarà possibile ricorrere alla misura del Daspo urbano nei pressi di 9 strutture culturali della città, tra cui l’Aurum, o il Museo d’arte moderna Vittoria Colonna, tra i giardini di via Gramsci-piazza Primo Maggio-riviera nord; nei pressi dell’Ospedale civile, della clinica Pierangeli e dei due distretti sanitari; stesso provvedimento su 62 parchi cittadini, da Villa de Riseis a piazza Santa Caterina, da Villa Sabucchi alla Riserva dannunziana, ma anche i parchi della periferia come quelli di via Lago di Borgiano o via Dalla Chiesa o il parco delle Mamme in via Tirino, solo per citare qualche esempio; su 32 aree di pregio e vie principali come la stazione ferroviaria centrale-piazza della Repubblica, piazza Primo Maggio, piazza Muzii, piazza Salotto, piazza Italia, piazza Sacro Cuore, piazza Garibaldi, l’area del Terminal bus, la strada parco, o anche l’area di via Firenze, via Roma, via Trento, via Mazzini, strade che, anche per la loro rilevanza come centro commerciale naturale, ovvero motore economico della città, vanno ovviamente tutelate; su tutte le aree e strutture mercatali; a ridosso dei monumenti cittadini, come la fontana della Nave di Cascella, il Ponte del Mare, la Fontana Meridiana sulla riviera sud, la Stele dannunziana, la Fontana del Tribunale, o del Rampigna, a ridosso del Muro dei Bombardamenti, la fontana di San Cetteo e il Parco Mosaico della Golena sud; su tutti gli edifici pubblici o le sedi istituzionali dei Comandi di Polizia; nei pressi di Stadi e Palazzetti dello sport con un importante flusso turistico, ovvero lo stadio ‘Adriatico-Cornacchia’ e i palazzetti Giovanni Paolo II, Gesuiti, l’antistadio ‘Flacco’ e il campo sportivo di Zanni; nell’area dei 4 teatri cittadini, ossia il Massimo, il Circus, il Sant’Andrea e il ‘D’Annunzio’ e, infine, nelle aree di parcheggio più frequentate, ovvero aree di risulta, il parcheggio del Terminal bus, quello dello Stadio in via Pepe, il parcheggio dell’Ospedale civile, del Tribunale, del teatro d’Annunzio, di piazza Primo Maggio, dell’ex Enaip, della strada parco e dell’area risulta nord-dinanzi al Bingo.”

 

 

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