Al Pescara Jazz le note del pianoforte di Danilo Rea omaggiano Fabrizio De Andrè

Serena Brancale interprete straordinaria delle canzoni del sud accompagnata degli archi della Medit Orchestra diretta dal Maestro Angelo Valori

| di la redazione
| Categoria: Musica e Spettacolo
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Dopo lo straordinario concerto con i grandi artisti internazionali, sul palco del Pescara Jazz, festival organizzato e promosso dall'Ente Manifestazioni Pescaresi, arriva Danilo Rea, uno dei più importanti pianisti italiani, artista eclettico molto presente nel campo del jazz e del pop. A precederlo nell'appuntamento di sabato 17 luglio ci sarà la Medit Orchestra, diretta dal Maestro Angelo Valori (direttore artistico del festival), che accompagnerà Serena Brancale, una delle voci più talentuose della scena musicale italiana insieme al trombettista Luca Aquino.

Ad aprire la serata al Teatro D'Annunzio (in caso di maltempo il concerto si svolgerà nell'adiacente Auditorium Flaiano), sarà la Medit Orchestra in "Scugnizzi: le canzoni del sud", con i suoi dodici archi e sezione ritmica, diretti dal Maestro Angelo Valori, in un imperdibile concerto dedicato alle canzoni del sud rielaborate in chiave jazz. Ad arricchire l'ensemble, due straordinari ospiti: Serena Brancale, cantante perfetta, dotata di una voce scura e versatile tra Jazz e canzone d'autore e Luca Aquino, trombettista e compositore tra i musicisti jazz del nostro Paese più apprezzati nel panorama internazionale.

L'appuntamento proseguirà con le forti emozioni che sentiremo lasciandoci trasportare dalle note del pianoforte di Danilo Rea, uno dei migliori pianisti di oggi, che proporrà in un'interpretazione unica per piano solo, il suo personale omaggio a Fabrizio De Andrè, considerato tra i più importanti e influenti cantautori italiani scomparso 22 anni fa.

Il suo lavoro discografico A tribute to Fabrizio De Andrè, edito nel 2010 in un memorabile disco per la prestigiosa etichetta Act, resta una tra le più originali, ma nel contempo sensibile e fedele, elaborazioni del prezioso lascito del cantautore genovese.

Il live rappresenta un'occasione unica, per ascoltare la versione sempre rinnovata di brani celebri come: La canzone di Marinella, La canzone dell'amore perduto, Via del campo, Girotondo, Inverno, Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers, Il Pescatore e Bocca di rosa. Il tributo arricchisce la struttura musicale delle canzoni di arrangiamenti inediti, spaziando dal jazz alla classica, dal gospel alla ballad.

Danilo Rea riesce ad attirare l'attenzione degli ascoltatori soprattutto grazie alla grande versatilità e all'apertura musicale. Dopo gli studi di pianoforte classico al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma e l'esperienza come musicista nel mondo del progressive rock, Danilo debutta nel mondo del jazz con il "Trio di Roma" nel 1975, raggiungendo la notorietà internazionale. Inoltre, la sua musica è ricca di sorprendenti momenti di improvvisazione di grande lirismo che gli sono valsi l'accostamento al grande Keith Jarrett. Tuttavia, a differenza della star americana, Rea trae la propria ispirazione dalla tradizione musicale della sua terra di origine, dai classici e dal pop italiano, piuttosto che dal "Great American Songbook".

E quindi non sorprende che in Italia egli venga considerato come il grande poeta tra i musicisti di jazz e che sia diventato famoso suonando con molti cantautori e cantanti come Gino Paoli, Claudio Baglioni, Domenico Modugno, Gianni Morandi, Pino Daniele e Mina. Ora entrambi i mondi, quello del jazz e quello della canzone d'autore, si fondono magicamente in questo tributo.

Il live, è interamente dedicato al cantautore genovese che morì prematuramente nel 1999 e che divenne famoso grazie alle innumerevoli canzoni che spesso riguardavano i soggetti marginali e i dimenticati della società, con testi che oggi trovano posto nei libri scolastici.

Spogliate dal significato effettivo della parola, le canzoni di De Andrè diventano l'ideale ispirazione per la grande forza creativa di Rea, che qui si muove fra brani intramontabili come "Bocca di Rosa" e "La Canzone di Marinella", intense ballate struggenti ("Caro Amore", "La Stagione del tuo Amore"), al blues e allo swing sincopato ("La Ballata Dell'Amore Cieco") per arrivare persino a passaggi di puro free jazz ("Girotondo").

Ne scaturisce un magnifico tributo alle canzoni di De André, traboccante di melodia e di tecnica straordinaria, un lavoro del tutto personale e originale e che offre l'opportunità al mondo di conoscere due dei più importanti artisti italiani: Danilo Rea e Fabrizio De Andrè.

 

In foto: la cantante Serena Brancale

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