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Tragedia sfiorata nella Riserva Dannunziana, un pino ha ceduto all'improvviso. Foschi: "Episodio gravissimo"

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“Tragedia sfiorata nella Riserva naturale dannunziana: un pino alto sei metri ha ceduto, crollando rovinosamente sulla pedana ginnica installata all’interno dell’area verde, sul lato sinistro, nello spazio dedicato agli allenamenti. Una frazione di secondi prima e quel pino avrebbe ucciso un uomo che, solo per caso, si era appena alzato dalla pedana, un episodio gravissimo che l’amministrazione comunale, messa subito a conoscenza del fatto, sta ovviamente cercando di tenere nascosto, senza neanche preoccuparsi di interdire l’accesso all’area dell’incidente per eseguire una ricognizione su altre piante evidentemente a rischio. Un altro episodio, soprattutto, specchio dell’incapacità amministrativa dell’attuale giunta comunale, che dopo un anno passato inutilmente a ciondolarsi, ha insabbiato anche il Piano ambientale naturalistico”. A dirlo è Armando Foschi, membro dell’Associazione ‘Pescara – Mi Piace’.

“Il crollo del pino è avvenuto in pieno giorno nel cuore della Riserva – ha spiegato Foschi -, praticamente poco dopo l’ingresso posto dinanzi all’Aurum, sul lato sinistro del Parco, dove si trovano il percorso jogging e l’area degli attrezzi, utilizzati, quotidianamente, da centinaia di utenti, che amano fare attività fisica all’aria aperta. All’incidente hanno assistito decine di atleti e di utenti che stavano semplicemente passeggiando nella riserva: il pino faceva parte di un gruppo di piante che circonda la pedana riservata alla ginnastica addominale. Secondo quanto ha raccontato lo stesso involontario protagonista della vicenda, che si è autodefinito un ‘miracolato’, stava facendo ginnastica, poi si è alzato solo per salutare un amico e, in quell’istante, hanno sentito un fruscio alle proprie spalle e, giusto il tempo, di spostarsi con un balzo di un metro, e hanno visto l’albero, alto sei metri, crollare e abbattersi proprio sulla pedana sulla quale, appena qualche secondo prima c’era disteso l’uomo. Il rumore e le urla hanno richiamato subito l’attenzione delle numerose persone presenti in Riserva, e tante mamme e nonni con bambini al seguito sono letteralmente fuggiti pensando che altre piante potessero crollare. Del fatto sono stati informati i vigili del fuoco che, a loro volta, hanno chiesto il sopralluogo della Polizia municipale e del Comune, competente in materia. Comune che avrebbe, saggiamente, dovuto interdire l’accesso all’area ad altri atleti e ai frequentatori del parco, predisponendo con urgenza una verifica sulla stabilità delle altre piante presenti.

E invece il Comune, con una superficialità spaventosa, si è limitata a far spostare di qualche metro la pianta caduta, che è ancora lì, tra l’altro con gli spuntoni spezzati in bella vista, a rischio e pericolo dei passanti che potrebbero anche inciamparci sopra e cadere su quegli spuntoni, e ha scelto di far finta di nulla, sperando, probabilmente, che quell’episodio rimanesse segreto e che nulla trapelasse, un atteggiamento gravissimo da parte di chi amministra e che pur di non essere oggetto di polemiche non informa la cittadinanza sui pericoli concreti. E, per sfortuna del sindaco Alessandrini e dell’assessore delegato al verde, invece quell’episodio è venuto fuori. Ovviamente chiediamo subito all’amministrazione di eseguire con la massima urgenza la ricognizione circa la stabilità dei pini presenti in Riserva, al fine di individuare le altre piante eventualmente a rischio crollo. Ma soprattutto all’assessore Marchegiani, tanto attiva quando era consigliere d’opposizione quanto assente oggi nelle vesti di assessore, chiedo che fine ha fatto il Pan, il Piano ambientale naturalistico della Riserva naturale: dopo un anno al governo della città, dopo quasi 400 giorni trascorsi a far nulla, ci aspettavamo almeno che il Piano venisse portato in Consiglio comunale, e invece tutto è stato imboscato, segno, anche questo, di una giunta che rema contro la città”.

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