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Alessandrini non ha risposto all'invito di Mascia in piazza Garibaldi

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“Alessandrini non è venuto: nonostante il garbato invito rivoltogli tre giorni fa, per dargli modo e occasione di organizzarsi, nonostante lo abbiamo aspettato per ben 39 minuti rispetto all’invito, ha preferito eclissarsi, ha preferito evitare un confronto franco, diretto, sincero, senza tutor, senza suggeritori alle spalle, ma rivolto solo ed esclusivamente ai cittadini che avrebbero avuto finalmente l’occasione per rivolgere delle domande ai due candidati alla carica di sindaco, il sottoscritto e Marco, senza alcuna mediazione.Un confronto che ho definito ‘senza rete’, al buio. Ma Alessandrini si è irrigidito, non ha accettato di confrontare le nostre due diverse visioni di città, e questo non fa ben pensare né ben sperare gli elettori che, al di là dell’effetto traino di questa o quella faccia, di un Renzi-non-Renzi, l’8 giugno dovranno scegliere fra due persone, me e lui, valutando solo il nostro operato. Per me parlano i 200milioni di euro di opere realizzate in cinque anni sulla città. Per Alessandrini parla un partito che per cinque anni non ha investito sulla sua figura, tanto da spingerlo, dopo appena un anno di consiliatura, a cedere a Moreno Di Pietrantonio il ruolo di capogruppo, di leader dell’opposizione, per ‘sopraggiunti impegni’”.

Lo ha detto il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia nel corso di quell’evento nato come un confronto con il suo competitor al turno di ballottaggio dell’8 giugno prossimo, ma al quale il competitor non si è presentato. E a sedere accanto al sindaco Albore Mascia è allora stato il Presidente uscente della Provincia di Pescara Guerino Testa, alleato del sindaco con le sue quattro liste. E, causa pioggia, l’evento programmato in piazza Garibaldi, è stato trasferito all’Auditorium ‘Patruzzi’ del Museo delle Genti d’Abruzzo.

“Voglio confrontarmi con Alessandrini – ha detto il sindaco Albore Mascia – in zone diverse della città, ogni volta per affrontare problematiche diverse e specifiche, ogni volta per raccontare la nostra visione di città, anche se la nostra è già evidente, e parla di lavori, opere,  realizzazioni, progettualità. E voglio confrontarmi con Alessandrini senza mediazioni né interferenze, solo io e lui parlando alla gente. Ho immaginato anche gli appuntamenti, dove e quando: domani in via Roma; lunedì sulla riviera sud; martedì nel rione San Donato; mercoledì al Parco Andersen, per chiudere giovedì a Zanni. Luoghi diversi che sono parte dei 350 chilometri lineari delle 815 strade della nostra Pescara. E ho voluto partire dal nostro centro storico, zona di pregio, di passeggio, ma anche zona che merita attenzione per le sue tematiche specifiche. Purtroppo il mio competitor non si è presentato, dunque questo confronto si svolge in ‘contumacia’, ossia in assenza di una persona importante. Un confronto in cui ricordo che la mia maggioranza è arrivata alla fine dei cinque anni di amministrazione nonostante l’ostilità di un Pd che ha cercato in ogni modo di fermare lo sviluppo della città. Nonostante quel Pd siamo riusciti a inaugurare opere, 200milioni di euro di opere pubbliche, spalmate non solo nelle vie del centro, ma anche nelle aree decentrate. Certo, abbiamo riqualificato via Cesare Battisti, via Firenze, le due riviere, oggi le più belle dell’Adriatico, ma abbiamo lavorato anche in via Carlo Alberto Dalla Chiesa, a Zanni, a Porta Nuova: per la prima volta dopo 65 anni abbiamo riqualificato Largo Baiocchi; abbiamo risolto un problema trentennale di illuminazione nell’ex Ina Casa, su tutta la città abbiamo cambiato 2.500 punti luce. Abbiamo superato tutte le difficoltà a testa bassa, senza dimenticare gli interventi sul sociale, per le ragazze madri, i diversamente abili, gli anziani. Oggi Pescara è veramente una città agevole, facile, veloce, sicura, in cui l’economia nonostante la crisi regge. Un’economia che non poggia su grandi siti industriali, ma sulle partite Iva, sull’attività dei piccoli imprenditori, del terziario avanzato. Il nostro obiettivo è stato quello di rendere la città più baricentrica e più attrattiva: corso Vittorio Emanuele oggi è tornato ai cittadini che si sono riappropriati del proprio spazio. Ora dobbiamo lavorare garantendo l’accessibilità degli spazi, puntando alla destagionalizzazione delle attività. Quando leggo che il neo-Governatore della Regione Abruzzo vuole fare una ricognizione delle casse regionali, che sappiamo essere state risanate dal presidente Chiodi e dall’assessore Masci – ha proseguito il sindaco Albore Mascia – penso che se a Pescara dovesse vincere Alessandrini, e non accadrà, la prima cosa che farà sarà quella di inventare un falso buco di bilancio per avere il pretesto di aumentare tutte le tasse e dare la stangata fiscale ai pescaresi. Si tratta di un giochetto già noto, un giochetto che ogni volta la sinistra adotta per introdurre subito l’aumento della tassazione. In cinque anni la mia amministrazione non ha mai ritoccato l’aliquota Irpef, la più bassa d’Italia. E poi il Teatro: noi l’abbiamo pensato e per la prima volta abbiamo approvato il progetto preliminare del Teatro. Quando sento dire che il Michetti è il teatro della città, ricordo che il Michetti è stato realizzato 100 anni fa, ma Pescara non è più la città di 100 anni fa e l’idea di teatro è totalmente diversa oggi. Non parliamo più di un luogo d’élite, ma di un laboratorio, luogo di produzione. E poi se dovesse vincere la sinistra noi non risolveremo mai più la vicenda dell’ex Cofa su cui la mia amministrazione aveva creato un’intesa straordinaria. Se avessimo avuto una maggioranza senza traditori, gli stessi che oggi sono stati bocciati dall’elettorato, e se non avessimo avuto una sinistra ostruzionistica, oggi vedremmo già le ruspe nell’ex Cofa, così come tante piccole e medie imprese avrebbero potuto lavorare con il Decreto Sviluppo. Purtroppo la sinistra è ostile alla città e al suo sviluppo. Ieri ho detto che ‘guidare Pescara è come guidare un transatlantico e per fortuna di Schettino ce c’è uno solo’, intendevo dire che guidare Pescara è un grandissimo impegno, senza offendere nessuno. Purtroppo la verità è che il Pd non ha creduto per primo nel personaggio Alessandrini: cinque anni fa lo hanno buttato nella mischia, una brava persona, che non suscita però la fiducia della sua gente, tanto che dopo un anno di consiliatura ha lasciato la carica di capogruppo del Pd perché troppo impegnato, non aveva tempo, si è dichiarato non disponibile a guidare il centro-sinistra negli ultimi cinque anni. Oggi hanno richiamato Alesssandrini, ributtandolo nella mischia, ma forse non hanno capito che guidare Pescara non è un gioco, ma un grande impegno, ci vuole senso di responsabilità, passione per le questioni. In cinque anni abbiamo affrontato problematiche inimmaginabili, dalle scuole, alcune ricostruite ex novo perché si stavano sbriciolando, e oggi le nostre scuole sono le migliori del centro-sud. E  allora per senso di responsabilità oggi il centro-destra deve mobilitarsi, specie oggi che siamo insieme con Guerino, ricordando che il Pd a Pescara non ha superato il 25 per cento, altro che effetto-Renzi”. “I cittadini di Pescara – ha detto Testa – hanno sotto gli occhi le scelte e le tante cose ottime fatte a Pescara, le cose fatte bene anche grazie alla filiera Regione-Provincia-Comune. Ora tocca a tutti noi fare uno sforzo perchè non possiamo lasciare Pescara nelle mani della sinistra”. Intanto è già stato convocato un secondo incontro-confronto per domani, in via Roma, alle 19: “Noi ci saremo, subito dopo la processione della Madonna dei Sette Dolori – ha ricordato il sindaco Albore Mascia – e aspetterò il mio competitor”.

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