Covid, Confartigianato: "Consentire spostamenti verso attività di fiducia o chiudere tutto

"Se è un lockdown quello che serve, lo si faccia prima di Natale, ma con indennizzi proporzionati al calo di fatturato"

| di Ufficio Stampa Confartigianato Pescara
| Categoria: Attualità
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"E' indispensabile intervenire una volta per tutte sulla questione degli spostamenti in un territorio comunale diverso da quello di residenza per raggiungere un'attività di cui si è clienti abituali. Acconciatori e centri estetici, ad esempio, in zona arancione possono restare aperti, ma gli utenti residenti in altri comuni, in base a quanto disposto dal Dpcm del 3 novembre, non possono usufruire di tali servizi. Le attività sono in ginocchio e il caos regna sovrano. Sarebbe meglio chiuderle del tutto e prevedere dei ristori proporzionati al calo di fatturato, perché la situazione attuale è una condanna a morte".

Lo afferma Confartigianato Imprese Pescara.

"Ci siamo mossi in ogni modo possibile - prosegue l'associazione - Confartigianato nazionale ha cercato un confronto con il Governo. Noi abbiamo fatto una richiesta ufficiale al Prefetto di Pescara, sostenuti dal sindaco Masci, invitandolo a 'voler chiarire alle Amministrazioni e agli Organi di controllo che è del tutto legittimo recarsi anche fuori dal proprio Comune per rivolgersi ai propri artigiani di fiducia seppure muniti di regolare Autocertificazione'. Ma non abbiamo ancora ricevuto risposta. Le stesse forze dell'ordine, stando a quanto ci segnalano gli associati sottoposti a controlli, hanno difficoltà a stare al passo con le misure che cambiano".

"I cittadini, muniti di autocertificazione - va avanti Confartigianato - devono poter raggiungere i propri artigiani e commercianti di fiducia, altrimenti è meglio chiudere quelle attività. E' necessario che gli organi competenti e le istituzioni si assumano le proprie responsabilità: i Prefetti di Sondrio e di Brescia, ad esempio, hanno fatto chiarezza in materia precisando che per quanto riguarda parrucchieri e barbieri si può andare anche al di fuori del proprio comune di residenza".

"Alle condizioni attuali - dice ancora l'associazione provinciale - si sta facendo morire gradualmente la nostra economia. Servono regole chiare: se un territorio è in zona arancione, deve essere comprensibile ciò che si può fare, ma non può accadere che dubbi e interpretazioni diverse dei Dpcm contribuiscano ad uccidere attività già moribonde. E' un'ipocrisia tenere aperte delle attività se i cittadini vengono invitati a non uscire di casa o, peggio, se non hanno ben chiare le regole da rispettare".

"I contagi sono in crescita e ci si avvicina al Natale. Se dovessero saltare anche i consumi natalizi, migliaia di attività saranno costrette alla chiusura definitiva. Questa crisi la sta pagando solo metà della popolazione, cioè le partite Iva. Se è un lockdown quello che serve, è bene farlo partire subito affinché si concluda per l'8 dicembre, prevedendo indennizzi per tutti coloro che dovranno fermarsi. Si deve agire in fretta, perché tutelare l'economia del periodo di Natale deve essere la priorità assoluta", conclude Confartigianato Pescara.

Ufficio Stampa Confartigianato Pescara

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