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Ex Banco di Napoli no di Italia Nostra alla sopraelevazione

| di Maria Luisa Abate
| Categoria: Associazioni | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Uno degli edifici importanti della città di Pescara è l’ex sede del Banco di Napoli posto di fronte alla Stazione Ferroviaria in pieno centro.

Il palazzo fu acquistato dalla fondazione Pescabruzzo per essere destinato alla creazione di un grande Museo di Arte contemporanea.

Il primo ad essere interpellato per l’ideazione del progetto fu l’artista Ettore Spalletti da poco deceduto. L’edificio rappresenta un esempio di architettura razionalista ed ha una superficie di 2300 mq.

Idea della Fondazione Pescarabruzzo è stata quella di continuare, per il progetto di ristrutturazione, la naturale vocazione della struttura architettonica.

Nella seduta del Consiglio comunale di Pescara di giovedì 9 aprile però questa ideale ristrutturazione viene inficiata da una probabile “approvazione di una variante al progetto relativo all’edificio d’angolo tra corso Umberto e Corso Vittorio Emanuele, conosciuto come ex Banco di Napoli, dalla sua originaria.

A questa approvazione l’associazione Italia Nostra sezione di Pescara, risponde con un netto No e lo dice nel Comunicato Stampa dove si legge:

Il progetto prevedrebbe una ulteriore sopraelevazione (oltre quella, improvvida, già realizzata in passato) da realizzare con una cosiddetta “tensostruttura”, visibile dalle strade e piazze limitrofe. Proponente è la Fondazione Pescarabruzzo, che ne ha acquisito la proprietà e, mediante una propria società, ne sta curando la ristrutturazione funzionale. La destinazione annunciata  dell’edificio è per finalità culturali ed espositive e di questo non possiamo che compiacerci ed appoggiare le iniziative volte ad irrobustire la offerta culturale cittadina; tuttavia non possiamo che avversare e segnalare alla responsabilità del Consiglio Comunale e della Giunta un intervento che riteniamo incompatibile con l’assetto architettonico dell’edificio e del suo contesto (si ricorda che sull’angolo opposto insiste il “palazzetto Imperato”, pregevole edificio liberty, sull’omonima piazza sorge la chiesa del Sacro Cuore e che lo stesso edificio della Stazione è vincolato).

Una sopraelevazione, soprattutto improntata, come si può ben supporre, ad ostentazione formale e tecnologica, è incompatibile col contesto e con l’edificio, una delle prime realizzazioni di Pescara Capoluogo. Il progetto è dell’ingegnere napoletano Camillo Guerra, autore anche della Sede dell’O.N.D. di Chieti. L’opera è stata inaugurata nel 1936 e se ne conservano gli elaborati presso l’Archivio di Stato di Pescara.

Sembra che il progetto (oltre a presentare queste notazioni negative) sia sfornito anche delle necessarie autorizzazioni della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, in quanto non richieste, sul presupposto che si tratterebbe di  edificio privato e quindi non rientrante nell’art. 10 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio; presupposto che riteniamo erroneo dato che la Fondazione Pescarabruzzo (totale proprietaria della società proponente) è assimilata, per la fattispecie, allo Stato ed agli Enti pubblici territoriali. È necessario, perciò riportare all’esame dell’Organo statale preposto la disamina preventiva del progetto.

Ad ogni buon conto, Italia Nostra fa appello agli amministratori, ai consiglieri, alle forze politiche, affinché non si proceda nel silenzio, favorito dalla malaugurata pandemia, ad approvare un ulteriore attacco all’architettura storica cittadina.

Italia Nostra Sezione di Pescara Lucia Gorgoni c/o Biblioteca “Falcone e Borsellino”

viale G. Bovio, 446 65123 PESCARA – Tel. 085.2122710 e-mail  pescara@italianostra.org

Maria Luisa Abate

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