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Il sindaco mette all'asta la rampa dell'ex nave Tiziano

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“Il sindaco di Pescara Marco Alessandrini mette all’asta la rampa della ex Tiziano, l’unica infrastruttura a oggi capace di garantire l’ingresso di automezzi su eventuali navi passeggero che dovessero decidere di venire a ormeggiare nel porto di Pescara. Una struttura fortemente voluta, peraltro, dall’ex sindaco D’Alfonso e dal suo fedele assessore Di Pietrantonio, pagata dai cittadini di Pescara fior di migliaia di euro e che, dopo l’utilizzo per una sola stagione turistica, lo stesso Pd ha colpevolmente abbandonato alle intemperie, trasformando quella rampa in un cumulo di ferraglia ricoperta dalla ruggine, ennesimo monumento allo spreco di un’amministrazione di sinistra incapace di governare”.

Lo ha detto l’avvocato Berardino Fiorilli venuto a conoscenza dell’iniziativa amministrativa.

“Parliamo di un avviso pubblico neanche presente tra le news del sito ufficiale del Comune di Pescara – ha detto l’avvocato Fiorilli -, con l’intento malcelato, evidentemente, di non destare troppa attenzione proprio per non far emergere lo sperpero di denaro pubblico che quella rampa ancora oggi rappresenta. Impossibile dimenticare l’inaugurazione in pompa magna dell’infrastruttura, voluta dall’ex sindaco D’Alfonso che, nel 2004, si vantava di aver riportato a Pescara la ex Tiziano, la nave che prima della guerra nella ex Jugoslavia, ha scritto la storia dei collegamenti passeggeri tra il capoluogo adriatico e la Crozia. Di fatto la ex Tiziano era l’unica nave che, considerando la particolare conformazione del porto canale di Pescara, fosse in grado di ormeggiare e imbarcare auto per il suo caricamento laterale, ma per riportare il mezzo occorreva ridotare il porto di una rampa che l’ex sindaco D’Alfonso fece acquistare appositamente, spendendo, ovviamente, soldi dei cittadini. Ricordiamo la cerimonia di ‘battesimo’ della rampa, quando di fatto non c’era neanche la ex Tiziano in porto, e le foto del sindaco dinanzi a un semplice manifesto. Poi la nave è arrivata, ha effettuato cinque o sei collegamenti, per poi essere definitivamente pensionata dal proprietario croato del mezzo. E la rampa, pagata dai pescaresi, è diventata inutile, buttata in un angolo, senza neanche delle protezioni adeguate per renderla inattaccabile dalle intemperie. Oggi, a 12 anni di distanza, a 11 anni dal suo abbandono, quella rampa è divenuta un semplice ammasso di ferraglia arrugginita che la Capitaneria di Porto chiede, giustamente, di rimuovere in quanto fonte di degrado e di pericolo per le persone che attraversano il piazzale adiacente la stazione marittima, dove la struttura è di fatto parcheggiata. E che quella rampa sia solo un cumulo di ferro inutile lo dimostra anche il tentativo già fatto, in gran silenzio, dal Comune nel marzo scorso, quando ha tentato di sbolognare la struttura alle ‘Autorità Portuali Italiane’ che hanno ovviamente risposto picche, anzi, non hanno proprio risposto, sottolineando, con il proprio silenzio, l’assurdità della proposta del sindaco Alessandrini. Che oggi ci riprova, pubblicando un bando, o ‘avviso esplorativo’, al fine di verificare l’interesse del territorio per quella rampa inutile e inutilizzabile, buona solo per l’eventuale riciclo del materiale ferroso. Ma il sindaco Alessandrini, per non dover pure pagare la rottamazione della rampa, tenta di battere cassa e di mettere all’asta entro il prossimo 22 ottobre la struttura per cederla al miglior offerente.

Ora – ha aggiunto l’avvocato Fiorilli -, al di là dei nostri dubbi concreti sulla presenza effettiva di persone interessate all’acquisto della rampa, fatte salve eventuali società specializzate nel riciclo e smaltimento del ferro, ci corre l’obbligo sottolineare come quella rampa sia l’emblema dell’incapacità di governo del centro-sinistra che ha abbandonato al degrado una struttura acquistata con soldi pubblici, utilizzata per appena due mesi, per inseguire voli pindarici e inutili sogni di gloria. Peraltro la rottamazione di quella rampa scrive in qualche modo la parola ‘fine’ anche sull’ambizione di riportare eventuali navi passeggeri-mezzi a Pescara, almeno per i prossimi tre o quattro anni, al di là dei sogni propinati da un Pd ricco di chiacchiere, ma privo di capacità progettuali e realizzative. Infatti, come nel 2004, ancora oggi solo navi a caricamento laterale potrebbero entrare nel nostro porto canale, rendendo indispensabile quella rampa, ed è pura utopia progettare collegamenti passeggeri sulla base della costruzione di un ‘nuovo porto’ ancora tutto da verificare”.

 

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