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Revoca delle deleghe della giunta comunale, Pescara Mi Piace: "Il sindaco si dimetta"

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“L’azzeramento odierno della giunta comunale di Pescara, o ‘revoca delle deleghe a tutti gli assessori’, come preferisce il sindaco Alessandrini, ha un solo significato: rappresenta la sonora, clamorosa e inevitabile bocciatura dell’azione di un esecutivo inerte, amministrativamente e politicamente incapace, che in due anni è riuscito solo a fare danni. Dall’inquinamento del mare alla devastante gestione della politica turistica, dal taglio sconsiderato di 121 alberi di Pescara al rialzo indiscriminato delle tasse comunali per tutti i cittadini, dalle scelte amministrative inaccettabili, come l’installazione di ruote panoramiche prive di autorizzazioni per due mesi e mezzo, all’assenza totale di manutenzione di una città che è visibilmente sporca e nel degrado. La verità è che oggi il sindaco Alessandrini non si sarebbe dovuto limitare ad azzerare la sua giunta, ma avrebbe dovuto avere il coraggio di ammettere il proprio fallimento e di rassegnare le proprie dimissioni”.

L’osservazione è arrivata dall’avvocato Berardino Fiorilli, promotore dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’, alla notizia dell’azzeramento della giunta comunale di Pescara.

“Si tratta di un atto scontato, atteso e tutt’altro che improvviso – ha commentato l’avvocato Fiorilli -, un atto annunciato da mesi e ritardato solo per cercare di mantenere i disperati equilibri politici di una maggioranza politica pasticciata, precaria e sempre sul punto di precipitare nel baratro, basta spostare un tassello dell’improbabile mosaico per far crollare tutto il castello, crollo che comunque avverrà e a farne le spese sarà la città. Sono due anni che denunciamo l’immobilismo e la paralisi di una territorio che ha visto interrompersi in maniera traumatica un percorso di sviluppo e di cambiamento. Nell’estate 2014 abbiamo lasciato una Pescara in cui pullulavano cantieri, idee e progetti, in cui il confronto con il territorio era il pane quotidiano, in cui il dibattito era l’anima delle giornate cittadine, con l’obiettivo di crescere. In due anni il sindaco Alessandrini ha avuto il merito di spegnere la città, di spegnere le idee, di fermare i cantieri, di interrompere i progetti e di far precipitare la città nel degrado: fermo il porto, il sindaco Alessandrini è riuscito a far fuggire di nuovo la Snav, recuperata con grandissima fatica dal centro-destra; abbiamo rischiato di veder chiudere l’aeroporto; paralizzati i grandi progetti, come l’area di risulta, cancellato il Teatro, ferma l’urbanistica pensata e programmata, e a dirlo non è l’opposizione politica, ma sono gli Ordini professionali ormai in aperto scontro con l’amministrazione. E sono paralizzati anche gli interventi minimi di manutenzione ordinaria: non un cantiere per il rifacimento di una strada; non la realizzazione di una sola nuova pista ciclabile, che non è il pasticcio di via Regina Margherita; non una nuova isola pedonale realizzata, anzi il sindaco Alessandrini ha anche riaperto alle auto quelle realizzate dal centro-destra. In compenso i due anni disastrosi del sindaco Alessandrini e della sua giunta inadeguata e dilettantesca si sono caratterizzati per gli alberi tagliati, il mare inquinato, le ordinanze nascoste, gli sversamenti di liquami nel fiume, e i segreti tenuti nel cassetto. Il primo cittadino oggi ha deciso di tentare l’ultima carta: spostare un po’ di pedine, togliere qualche elemento politicamente meno protetto, inserire qualche nome gradito al ‘Commissario-Pigmalione’ Luciano D’Alfonso, e tentare di andare avanti.

In realtà l’azzeramento odierno non farà altro che aggravare ulteriormente la paralisi amministrativa della città perché i nuovi assessori, una volta nominati, dovranno ricominciare da zero il lavoro, prendere conoscenza delle problematiche e assumere decisioni, sempre se ne saranno in grado e non ripercorreranno le orme dei propri predecessori. Tradotto Pescara resterà ferma almeno per altri sei mesi, peggio di un commissariamento, e questo non è accettabile. Anche perché è evidente che il componimento della nuova giunta determinerà ulteriori fratture in maggioranza senza alcuna garanzia sulla tenuta a medio termine dell’esecutivo. Comprendiamo le ragioni dell’orgoglio personale e l’assenza di volontà nell’ammettere di non essere adatto a ricoprire il ruolo da sindaco – ha detto l’avvocato Fiorilli – ma Alessandrini deve arrendersi di fronte all’evidenza. Per questa ragione l’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ lo invita formalmente a fare un ulteriore atto di coraggio amministrativo non azzerando solo la giunta, ma rassegnando le proprie dimissioni e permettendo alla città di tornare a guardare con maggiore serenità al futuro”.

 

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