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Nuovo sversamento in mare, Pescara Mi Piace: "Chiediamo nuove analisi"

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“Non è concepibile, né accettabile che un semplice black out faccia saltare gli impianti di sollevamento di Pescara e causi uno sversamento nel fiume, ossia nel mare, di non sappiamo quante centinaia di metri cubi di liquami. Non è accettabile che questo accada alla vigilia di ferragosto, in una stagione balneare nera, da dimenticare, a causa della sciatteria e della incapacità della giunta Alessandrini, che, dopo aver sbandierato ai quattro venti le opere del DK15 sulla golena, non ha nemmeno preteso di dotare gli impianti di generatori d’emergenza, capaci di supplire e garantire l’erogazione di energia nei casi di emergenza. Riteniamo ovvio e scontato che oggi, a seguito dell’episodio, venga istituito il divieto di balneazione sul nostro litorale, al fine di non esporre a rischi la salute dei bagnanti. Chiediamo che vengano eseguiti con urgenza campionamenti straordinari per capire, di nuovo, l’entità dell’inquinamento, chiedendo che l’Arta venga supportata, almeno in questo ultimo scorcio d’estate, da un altro Ente accreditato, al fine di dare certezze e trasparenza a cittadini e imprenditori del mare”.

Lo ha detto Armando Foschi, dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’.

“Dopo le analisi ballerine, dopo i risultati a singhiozzo, dopo una stagione estiva cominciata con un divieto di balneazione che ha coinvolto, per la prima volta nella storia della città, ben tre quarti del litorale, dopo le gaffes dell’Arta sulla divulgazione dei dati, dopo i continui sversamenti dei troppi pieni a fronte di ogni minimo acquazzone estivo, sversamenti puntualmente segnalati dall’impresa che gestisce il depuratore di via Raiale – ha ricordato Foschi -, arriva la sorpresa della vigilia di ferragosto, ovvero il corto circuito che, a detta di uno stringato comunicato dell’Aca, alle 5 di stamane avrebbe messo fuori gioco ‘una delle elettropompe della golena, causando il blocco dell’impianto di sollevamento e determinando uno versamento nel fiume’. Sempre a detta dell’Aca il danno sarebbe stato riparato in 20 minuti, riportando la situazione nella normalità, ma in realtà di normale qui non c’è nulla. Innanzitutto ci piacerebbe capire quale impianto è saltato, visto che a Pescara ci sono due golene, quella nord e quella sud, ma evidentemente all’Aca non lo sanno. In secondo luogo, chiediamo come sia possibile che nel 2016, dopo aver speso milioni di euro per i lavori di rifacimento delle condotte del famoso DK15, progetto che il sindaco Alessandrini ha ereditato bell’e confezionato, e pure finanziato, dalla giunta di centro-destra, progetto che poi Alessandrini ha pensato bene di auto-intestarsi, oggi si scopre che né il sindaco Alessandrini, né il suo assessore ai Lavori pubblici, hanno pensato di pretendere la previsione di un generatore d’emergenza pronto a entrare in funzione proprio nei casi d’emergenza, ovvero black out e corto circuiti, per garantire comunque il funzionamento degli impianti di sollevamento in una città che dovrebbe vivere del suo mare, anche se da due anni questo non è più possibile. Fra l’altro dobbiamo anche capire se l’elettropompa è saltata per un black out, che renderebbe plausibile lo stop all’impianto per 20 minuti, o per un corto circuito che, francamente dovrebbe richiedere un tempo superiore per essere riparato. Comunque l’ennesimo episodio avvenuto ai danni del nostro fiume è semplicemente inaccettabile, e rende in modo drammatico l’immagine di sciatteria della giunta Alessandrini, incapace di gestire anche le situazioni amministrative più elementari. Ma questa considerazione non ci soddisfa né ci accontenta: a questo punto – ha detto Foschi – chiediamo che innanzitutto si pensi alla salute della gente, istituendo subito un divieto di balneazione d’emergenza sul litorale, seppure a malincuore essendo arrivati a Ferragosto con le spiagge vuote per esclusiva responsabilità di una giunta comunale che lo scorso anno ha nascosto alla città il divieto di balneazione e quest’anno la città le ha fatto capire chiaramente di non fidarsi più delle sue dichiarazioni semplicemente disertando il nostro litorale. Ma oggi quel divieto di balneazione è doveroso oltre che normativamente obbligatorio. Inoltre, chiediamo all’Aca e al Comune di quantificare e rendere nota l’entità dello sversamento, ovvero verificare quante centinaia di metri cubi di liquami si sono sversati esattamente nel fiume per l’incidente odierno, e, di conseguenza, chiediamo che vengano ordinati dei campionamenti urgenti e straordinari sul mare per capire la gravità della situazione. Analisi che dovrebbe eseguire l’Arta, ma francamente dopo gli ultimi due anni di incertezze, chiediamo che l’Arta sia affiancata da un altro Ente accreditato, al fine di restituire un minimo di fiducia nella popolazione”.

 

 

 

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